Newsletter n° 3

Il prezzo del petrolio affonda, ma non al distributore: perché?

 La situazione politica europea vive giorni di grande incertezza.
In Grecia il presidente Karolos Papoulias non riesce ad avviare un nuovo governo e il paese rischia l'uscita dalla zona euro, con possibili pesantissime conseguenze non sono per l'Europa.
L'elezione in Francia di François Hollande che rompe l'asse Franco-Tedesco.
Il tonfo elettorale di Angela Merkel nelle elezioni regionali in Nord Reno Westphalia.
La preoccupazione si diffonde nei mercati finanziari con ripercussioni sul prezzo del petrolio, sul quale pesano altri fattori: il rafforzamento del dollaro sull'euro e il rallentamento dello sviluppo cinese.
Il risultato è evidente: alcuni futures del Wti (West Texas Intermediate - un petrolio trattato sul mercato USA) ritornano alle quotazioni di dicembre (94 dollari al barile); il Brent (il petrolio di riferimento europeo) scende a 110 dollari al barile, un valore che si quotava a gennaio scorso.
La domanda in calo, anche nelle previsioni, ha una forza sui prezzi maggiore del tentativo di sostenerli da parte dell'Oper che aumenta la produzione al massimo (es. l'Arabia Saudita) per compensare le quote di mercato perse dall'Iran.
Eppure i prezzi dei carburanti alla pompa scendono molto poco: perché?
Nomisma, uno dei centri di ricerca più autorevoli in campo energetico (www.nomismaenergia.it), ha in un primo momento sollevato il problema che i prezzi dei carburanti avrebbero le condizioni per scendere ben al disotto dei prezzi attualmente praticati: dai circa 8 centesimi in meno di alcuni giorni fa ai quasi 5 centesimi attuali (benzina).
L'Unione Petrolifera non nega, ma si giustifica facendo presente che prima attendono "un consolidamento della situazione".
Non serve aggiungere altro. La risposta è stata chiara.
Detto ciò, ritorna un'altra domanda: il mercato va rispettato, va bene, ma la politica energetica del paese qual'è? Di fronte a queste situazioni ci si aspetta una presa di posizione.
Colpo di scena: il 15 maggio Nomisma cancella la polemica presentando un nuovo studio con una conferenza stampa:
"Esiste doppia velocità sui prezzi dei carburanti in Italia?".
No, è solo un disordine informativo, che porta gli aumenti sulle prime pagine dei giornali e le diminuzioni nelle ultime pagine (il rapporto, col titolo "15-05-2012, Prezzo Ottimale per Benzina e Gasolio" e scaricabile dal sito www.nomismaenergia.it)
Con buona pace dell'Unione Petrolifera il discorso è chiuso.
È chiaro che le notizie quotidiane dei mercati e anche il modo con cui si è consumata la vicenda lascia quantomeno perplessi.

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