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Newsletter n° 3

Le energie rinnovabili stravolgono il tradizionale mercato dell’energia

I grandi consumatori di energia alzano i toni della polemica.
Fino a qualche mese fa il motivo era solo l'incidenza in tariffa della componente A3, quella che raccoglie in bolletta il denaro necessario per pagare gli incentivi alle energie rinnovabili.
La diatriba verteva sull'incidenza reale delle nuove rinnovabili, perché in verità nella componente A3 vi finiscono anche i Cip 6, ovvero degli incentivi a produttori di energia che di rinnovabile non hanno proprio nulla. Sì perché nel 1992 il Comitato Interministeriale Prezzi  adottò una delibera che avrebbe dovuto incentivare l'energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili, solo che all'ultimo istante fu aggiunto al testo " e assimilate", finendo oggi per incentivare anche molti impianti che di rinnovabile non hanno proprio nulla, come la termovalorizzazione dei rifiuti. Questo avviene solo in Italia. Va sottolineato che su questa anomalia la Commissione Europea ha dato chiare indicazioni contrarie nel 2003, ma fino ad ora senza esito.
Ma oggi le fonti rinnovabili, quelle vere, che aumentano giorno dopo giorno, fanno sentire la loro influenza anche nella formazione dei prezzi di mercato, che in passato si differenziavano in base all'orario: maggiore durante il giorno (per la domanda più elevata), minori durante la notte.
Ormai però "Il mercato elettrico praticamente non esiste più: funziona solo dalle 22 fino all'1 di notte e per gli energivori la situazione è drammatica". Così si è espresso Agostino Conte un mese fa (Presidente della Duferco e allora era il vice presidente del Comitato energia di Confindustria). Su questo argomento è ritornato il ministro Clini il 9 maggio a Verona per Solarexpo, sottolineando l'altro aspetto della questione, ovvero che le rinnovabili "solari" hanno calmierato il prezzo di punta dell'energia nelle ore di maggiore domanda: fino al 22% nei momenti di massima copertura della domanda da parte di sole e vento (cfr Quotidiano Energia del 16.4.2012 e "LookOut – Rinnovabili elettriche", a cura di eLeMeNS)
Due facce della stessa medaglia o, se si vuole, due diversi punti di vista.
Il fatto da sottolineare è che diversamente da quanto molti credevano i pannelli solari iniziano ad avere un'incidenza nella produzione nazionale di energia e dunque a modificare anche le tradizionali regole del mercato.
"Nelle giornate festive le 'nuove rinnovabili' (fotovoltaico ed eolico) arrivano a coprire ben il 50% del fabbisogno nazionale di energia elettrica. Una dato impensabile anche solo un paio di anni fa" commenta Luca Zingale, direttore scientifico di Solarexpo.
Come sempre, i cambiamenti portano vantaggi per alcuni e penalizzazioni per altri.
Il riequilibrio degli interessi, tutti legittimi, spetta alla politica.
Ma fermare lo sviluppo delle rinnovabili sarebbe evidentemente un errore grave, per tanti motivi.
Nei prossimi giorni sono attesi diversi provvedimenti, tra cui in particolare il "quinto conto energia" (fotovoltaico) e il decreto per le rinnovabili diverse dal fotovoltaico.
Con questi provvedimenti la politica, anche se fatta dai tecnici, deve dimostrare di saper creare una strategia energetica adeguata, che ancora non si vede.
Il problema è che lo Stato non è "parte terza" nel mercato dell'energia, bensì è il principale "imprenditore" con Eni ed Enel, le cui azioni sono in mano al Ministero del Tesoro.
Va rimarcato che lo Stato sull'energia non lucra solo attraverso le imposizioni fiscali, ma anche con gli utili delle sue imprese.
Queste sfide nel nostro paese saranno cruciali nei prossimi mesi e dall'esito dipende una parte rilevante della futura capacità di sviluppo economico.

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